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La decisione del Garante della privacy giunta il 23 giugno scorso (qui il provvedimento), noi ne parliamo qui, che ha determinato la fuoriuscita ufficiale della piattaforma di Analytics dalla legalità nel nostro paese, ha determinato un vero e proprio terremoto fra i gestori di siti italiani.

Come funziona Google Analytics 3?
Mediante l’installazione di una stringa di codice sulle pagine web di un sito, ogni volta che un visitatore visita il nostro sito inizia, tramite il browser del visitatore stesso, un’attività di monitoraggio che, basandosi su alcuni cookies, trasmette ai server di Google negli Usa, tra le altre, alcune informazioni:
>L’ip del visitatore
>La provenienza geografica
>Il linguaggio impostato sul proprio pc
>Il punto di partenza della visita
>Le pagine visitate
>Il tipo di sistema operativo

Stante il trattamento di un dato considerato sensibile come l’indirizzo IP, qui un approfondimento sulla questione, unitamente al trasferimento dei dati negli USA, paese ove le normative e il trattamento dei dati non soddisfano i requisiti europei, viene sostanzialmente richiesto dal Garante che, entro il 23 settembre prossimo, si ponga un qualche tipo di rimedio alla situazione o si passi ad altre modalità di gestione delle web analytics sul territorio nazionale.
Il Garante, in buona sostanza, non entra nel merito del tipo di soluzione da auutare, ma chiede che venga sanato all’origine il problema.
Proprio il trasferimento di un dato come l’ip, per stessa ammissione del garante, rende disponibile per istituzioni e soggetti americani una quantità vastissima di informazioni grazie all’incrocio delle varie tecnologie che trasferiscono dati in Usa, basti pensare a sistemi operativi come Android.
Una domanda ricorrente viene quindi posta da più parti in questo periodo: quale piattaforma utilizzare d’ora in poi? Il previsto passaggio, in casa Google, da Analytics a GA4 sana le criticità evidenziate?

Va evidenziato che, mediante il passaggio a Google Analytics 4, Google intende modificare in maniera profonda il funzionamento della propria piattaforma risolvendo in apparenza proprio alcuni dei nodi che hanno portato alla decisione del garante (che lo ricordiamo è stata anticipata da decisioni simili in Francia e Austria). In particolare:
> GA4 elabora tutti i dati trattati su server in territorio UE
> GA4 non memorizza più gli indirizzi IP, gestendoli in modo temporaneo

Tutto questo sarà sufficiente per far sì che anche gli utenti italiani ed europei possano continuare ad utilizzare la tecnologia di Mountain View?
Non è dato saperlo, occorreranno analisi e pronunciamenti.
Di sicuro, quando ci si scotta, poi si teme anche l’acqua tiepida: come tornare a “fidarsi” di un’azienda che ha dimostrato, per così dire, di disporre di un notevole pelo sullo stomaco per quanto concerne il rispetto della privacy dei propri utenti?
Il tema dell’utilizzo dei big data da parte delle grandi aziende del web è quanto mai di attualità insomma.

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