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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Di Admin (del 18/11/2008 @ 16:44:20, in News, letto 1519 volte)
Il 20 e 21 novembre prossimi Torino ospiterà il BEA Expo Festival, una kermesse di due giorni nata con l'intento di coinvolgere, in modo propositivo e creativo, la community europea del settore degli eventi Diviso in quattro aree (Expo, Seminari, Interattività, BEA) l'evento offre ai presenti importanti momenti di business, formazione e approfondimento. BEA Expo Festival è un appuntamento imperdibile per i professionisti attivi nell'organizzazione di eventi.
Di Admin (del 18/11/2008 @ 16:59:13, in News, letto 1505 volte)
Potere del web 2.0, ma soprattutto potere dei contenuti! Già, perchè se persino una multinazionale tendenzialmente 'ortolana' come Bonduelle dedica attenzione e risorse ad una community online c'è sicuramente di che riflettere
Il progetto è semplice: news, curiosità e video selezionati in rete per voi da Giulia, blogger e giornalista nonchè cacciatrice di tendenze su internet. Durante le vostre pause (in teoria) non dovrete più perdere tempo in inutili peregrinazioni online.
Non preoccupatevi, non si tratta della solita novità proveniente da qualche guru americano, né dell'ultima trovata di qualche pubblicitario: il content marketing è già tra noi e sta rivoluzionando il nostro modo di fare web
Che cos'è? Semplice: gestire contenuti di qualità sul web, tramite siti tradizionali, blog o altro.
Se anni fa l'attenzione per chi voleva generare traffico online doveva concentrarsi sull'ottimizzazione, oggi il focus si sposta quindi sui contenuti che, grazie ad un buon posizionamento e alle opportunità fornita dall'affiliation marketing, possono diventare, in alcuni casi, vere e proprie miniere d'oro!
Google è l'esempio perfetto del cambio di direzione con cui il marketing deve fare i conti: non sono più le aziende ad influenzare i comportamenti del consumatore (le informazioni passavano dall'interno verso l'esterno), ma il consumatore assume il controllo e, controllando le transazioni, conquista il potere.
I mercati mondiali sono sempre più complessi, ma Google mantiene la sua leadership mondiale grazie al suo decalgo.
Le dieci regole di Google
1) Prestare massima attenzione al cliente: tutto il resto verrà da solo
2) E' meglio fare una sola cosa, veramente bene.
3) Veloce è meglio di lento
4) Sul web la democrazia funziona
5) Non occorre essere alla scrivania per avere bisogno di una risposta. (convergenza su diverse piattaforme)
6) Si possono fare soldi senza fare male a nessuno. Google guadagna dalla vendita di tecnologia e dalla raccolta pubblicitaria
7) Le informazioni sono sempre più numerose
8) Il bisogno di informazione oltrepassa le frontiere
9) Si può essere seri anche senza giacca e cravatta
10) Non c'è limite al meglio
Il futuro dei giornali è uno tra gli argomenti più dibattuti negli ultimi tempi, soprattutto all'estero. Ho recentemente letto diversi contributi di professionisti dell'informazione che cercano di rispondere a un interrogativo che si fa sempre più stringente: quale sarà il ruolo della carta stampata nell'offerta informativa prossima ventura? Una cosa è certa: il modello di business tradizionale, quello che stava in piedi grazie alle copie vendute e alla vendita degli spazi pubblicitari, è sicuramente in grande crisi. Sono infatti nettamente diminuite le tirature e gli stessi spazi pubblicitari vengono venduti a cifre inferiori rispetto a quelle che si vedevano sui contratti fino a qualche anno fa. Un caso per tutti è quello del 'New York Times', quotidiano tra i più noti al mondo, che dopo i momenti di grande auge in cui era arrivata persino la costruzione di una nuova grande sede nella Grande Mela firmata Renzo Piano, deve oggi fronteggiare una grandissima crisi che mette in dubbio la stessa esistenza dell'azienda. Di fronte a questa crisi spietata alcuni hanno individuato nell'online la soluzione a tutti i mali, ma tra abbonamenti mensili e vendita di spazi pubblicitari online, internet non si è dimostrata in grado di compensare i cali di fatturato. Va infatti considerato che un utente web vale 10 volte meno di un lettore dell'edizione cartacea di un qualsiasi giornale. Si torna quindi a parlare di contributi pubblici erogati ai gruppi editoriali (contributi che in Italia esistono da sempre e che garantiscono la sopravvivenza dei giornali del Belpaese), ma le solide tradizioni liberiste americane fanno sì che siano molti quelli che preferiscono fallire piuttosto che rischiare, anche solo teoricamente, di diventare 'ricattabili' dal politico di turno. Probabilmente quindi, nei prossimi mesi, assisteremo agli ultimi rantoli di tante testate e alla ristrutturazione forzata di un intero settore che, giova ricordarlo, negli ultimi anni ha utilizzato una piccola percentuale di vera informazione per veicolare una grande quantità di spazzatura fatta di gadget promozionali, pubblicità, redazionali, paillettes e lustrini. C'è quindi anche chi è convinto che questa crisi servirà a rifocalizzarsi sull'informazione vera, magari con il doloroso ma imprescindibile taglio di redazioni elefantiache. Naturalmente solo il tempo ci dirà quali saranno i futuri sviluppi di questa situazione ma, nel frattempo, godiamoci l'accesso completamente gratuito al sito online del New York Times, finchè dura...
Di Admin (del 16/03/2009 @ 23:17:36, in News, letto 620 volte)
 Tra gli obiettivi di Google: offrire agli utenti annunci pubblicitari più rilevanti e utili, aiutare gli inserzionisti a raggiungere un target qualificato migliorando il ROI e incrementare i guadagni dei siti partner. MILANO, 11 marzo 2009 – Google annuncia oggi il beta test della “pubblicità basata sugli interessi” che apparirà su YouTube e sui siti appartenenti alla rete di contenuti di Google. Si tratta di un nuovo strumento mirato ad offrire agli utenti messaggi pubblicitari ancora più rilevanti. La pubblicità basata sugli interessi permetterà agli inserzionisti di stabilire un contatto qualificato con il proprio target di consumatori, perché basato sugli interessi espressi dalle visite effettuate dagli utenti a siti appartenenti al network della rete di contenuti di Google e a YouTube. Questo potrà avvenire attraverso due modalità principali: sulla base di interessi espressi in passato o sulla base di interessi generali dell’utente. Nel primo caso, ad esempio, se un utente ha cercato delle scarpe da calcio su un sito di abbigliamento sportivo in agosto, l’inserzionista potrebbe voler inviare una comunicazione pubblicitaria a quel determinato utente in dicembre per annunciare i saldi invernali. Nel secondo caso, invece, gli annunci pubblicitari vengono selezionati in base alle categorie di interesse associate agli utenti in seguito ai video che hanno guardato su YouTube e ai siti che hanno visitato all’interno della rete di contenuti di Google. Per esempio, se ci sono persone che guardano spesso video di auto e siti di automobilismo, verranno inseriti nella categoria degli appassionati di automobili e, di conseguenza, avranno la possibilità di vedere annunci pubblicitari per lo più legati al mondo dell’auto sia su YouTube sia all’interno dei siti partner di Google. Gli utenti avranno inoltre a disposizione uno strumento innovativo e facilmente accessibile che offre grande trasparenza per controllare le modalità secondo le quali ricevono gli annunci pubblicitari. Denominato “Gestione Preferenze Annunci”, permetterà loro di visualizzare le categorie d’interesse cui sono stati associati, aggiungere e rimuovere alcune categorie, oppure effettuare l'opt-out completo dal sistema che fornisce gli annunci basati sui loro interessi. “Crediamo che la pubblicità possa essere una fonte di informazione di valore, in grado di connettere le persone a prodotti, servizi e idee interessanti e utili per loro”, ha dichiarato Francesca Mortari, Head of YouTube & Google Display per l’Italia. “Rendendo gli annunci pubblicitari più rilevanti per gli utenti e migliorando il collegamento tra loro e gli inserzionisti, possiamo creare valore aggiunto per entrambe le parti. Basandoci sui reali interessi degli utenti pensiamo di poter rendere l’advertising online ancora più pertinente e utile”. Per garantire agli utenti maggior trasparenza, possibilità di scelta e controllo sui contenuti pubblicitari che vogliono vedere, Google ha creato tre accessi al sistema di Gestione delle Preferenze Annunci. Il primo, attraverso l’url: www.google.it/ads/preferences; il secondo dal link al privacy center presente sull’home page di Google e su tutte le pagine di YouTube. Infine, il terzo, direttamente sulla dicitura “annunci Google” riportata sulle pubblicità presenti nella rete di contenuti di Google. ”La pubblicità basata sugli interessi”, ha proseguito Francesca Mortari, “aiuterà le persone a visualizzare annunci online più rilevanti per loro e quindi più interessanti, creando nuove opportunità per gli inserzionisti e offrendo agli editori la possibilità di incrementare i guadagni provenienti dai loro contenuti online.” Note Il Sistema di Gestione Preferenze Annunci sarà disponibile a partire dall’11 marzo per tutti gli utenti, che potranno accedervi digitando www.google.it/ads/preferences. Questo sistema sarà immediatamente disponibile in inglese, francese, italiano, tedesco, spagnolo, olandese, svedese, finlandese, norvegese e danese. Per tutti gli altri utenti sarà comunque disponibile in inglese, ma altre lingue sono già previste per le prossime settimane. Tutti i siti della rete di contenuti di Google avranno tempo fino all’8 aprile 2009 per aggiornare le proprie privacy policy e informare gli utenti del fatto che potranno vedere visualizzata pubblicità basata sui loro interessi all’interno delle pagine web. A partire da inizio aprile, partirà il beta test della pubblicità basata sugli interessi sulla rete di contenuti di Google e su YouTube, con un ristretto numero di inserzionisti negli Stati Uniti e in Europa. Il test sarà esteso ad altri inserzionisti negli Stati Uniti e nell’area EMEA nei mesi seguenti. Google punta a rendere disponibile la pubblicità basata sugli interessi per tutti coloro che effettuano inserzioni tramite AdWords entro la fine dell’anno corrente. Tutte le informazioni inviate a Google verranno contenute all’interno di cookie anonimi, totalmente privi di informazioni personali quali nomi e indirizzi. Google non includerà nelle categorie d'interesse temi sensibili quali la salute o gli orientamenti sessuali degli utenti.
Di Admin (del 17/03/2009 @ 22:09:10, in News, letto 629 volte)
 Per la serie quando pensi di aver raggiunto il fondo puoi sempre prendere la pala e scavare... Pensavate di aver raggiunto il massimo livello di sopportazione dello spam nella vostra casella e-mail? Oggi avete avuto la posta elettronica intasata da messaggi di lotterie nigeriane, afrodisiaci miracolosi e specialisti dei motori di ricerca? Non preoccpuatevi, domani quasi sicuramente andrà peggio. Secondo dati recenti resi noti da Symantec lo spam a gennaio 2009 ha toccato vertici raggiunti prima solo nel novembre 2008. Dopo tale data si era registrata una netta diminuzione del fenomeno, da mettere in relazione con la chiusura forzata di McColo, una sorta di grande hub dello spam a stelle e strisce (alzi la mano chi non ha mai ricevuto l'offerta delle miracolose pillole azzure che, in gran parte, arrivavano proprio dalle infrastrutture di McColo). Purtroppo però sono bastati due mesi per tornare al punto di partenza, segno che non può essere soltanto quella fatta di chiusure forzate e battaglie legali la soluzione ad uno dei problemi più seri del web.
Di Admin (del 19/03/2009 @ 22:15:35, in News, letto 566 volte)
Lanciata a novembre 2008 a Milano, Firenze e Roma, Street View dal 22 marzo diventa accessibile in altre 14 città: Udine, Genova, Torino, Parma, Bologna, Arezzo, Livorno, Perugia, Bari, L'Aquila, Napoli e la Costiera Amalfitana, Reggio Calabria, Catania e Cagliari. Sono state inoltre ulteriormente ampliate le aree coperte nelle zone d’Italia dove il servizio era già disponibile.
Per chi non lo sapesse stiamo parlando del servizio di mappe fotografiche tridimensionali targato Google che consente a chiunque di immergersi tra strade, edifici e monumenti in qualsiasi momento grazie al proprio mouse. Sono tante le applicazioni possibili per questo servizio che potrebbe essere utile anche a scopo didattico consentendo di ammirare monumenti ed edifici da diverse angolazioni.
Google inoltre, a tutela della privacy, ha implementato per Street View una tecnologia che consente l'offuscamento di volti e targhe automobilistiche; oltre a ciò è possibile richiedere la rimozione di foto considerate inappropriate con sun semplice click.
 Per la serie le sorprese non hanno mai fine, il decreto sulla sicurezza del governo Berlusconi continua a regalarci diverse occasioni di discussione. Dopo le ronde e la potenziale trasformazione dei medici in guardie del suolo italico, nel decreto spunta l'emedamento d'Alia che prevederebbe la chiusura di tutti quei siti che si rendessero protagonisti di apologie di reato o istituzioni a delinquere. In un mondo semplice questo emendamento potrebbe anche avere un senso, ma noi non viviamo in un mondo semplice e sul web le cose si complicano ulteriormente. In Italia stiamo processando Google per avere reso visibile e scaricabile un filmato del genere 'vessazioni scolastiche', in cui un disabile veniva malmenato, anche se l'azienda di Mountain View, messa al corrente della situazione, aveva immediatamente rimosso il filmato dai propri indici. Chi era il responsabile della situazione? Google, o l'autore del filmato? La RAI è responsabile del comportamento di tutti coloro che passano davanti alle sue telecamere? Certo, l'utilizzo planetario del web rende impossibile perseguire chiunque si renda responsabile di reati di questo tipo in maniera diretta, ma non crediamo che sia una soluzione percorribile quella di considerare provider o gestori responsabili in toto dei contenuti.
Di Admin (del 23/03/2009 @ 22:04:11, in News, letto 644 volte)
 Non sembra iniziata sotto i migliori auspici l'avventura di Google street view nella perfida Albione. Alcuni sudditi di sua maestà Elisabetta non hanno infatti apprezzato granchè la pubblicazione di alcune proprie foto in contesti decisamente poco edificanti. A poco sembrano valere sia l'oscuramento automatico di volti e targhe che la possibilità di richiedere la rimozione delle immagini eventualmente poco gradite. Street View, attivo da più di due anni in USA, è partito il 19 marzo in Gran Bretagna
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09/09/2010 @ 17.52.15
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