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Puoi dirmi per favore quale strada dovrei prendere? Chiese Alice. Dipende da dove vuoi andare, rispose il gatto. Non lo so, rispose Alice. Allora non importa quale strada prendi...

Lewis Carroll - Alice nel paese delle meraviglie
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Admin (del 31/05/2009 @ 08:45:14, in Motori di ricerca, letto 1039 volte)

Nuovo motore di ricerca Microsoft
La storia del nuovo motore di ricerca targato Microsoft, progettato con l'obiettivo di intaccare la monarchia assoluta di Google nel settore, va avanti da parecchio ed è passata attraverso bufale e fallimenti, ultimo quello relativo a Live search. Ma stavolta, dopo le solite incertezze (Kumo?), ci siamo: da domani negli States sarà possibile utilizzare il nuovo search engine, Bing, realizzato a Redmond. Nei giorni successivi sarà la volta delle differenti versioni nazionali. La notizia ha prodotto una serie di reazioni di segno opposto: c'è chi appare molto scettico, chi inizia a criticare l'operazione partendo già dal nome scelto (in Cina pare ricordare molto da vicino il termine 'malattia') e chi invece, dopo aver assistito a qualche demo, si dichiara entusiasta. É il caso di Steve Wozniak, cofondatore di Apple, che dopo aver visto all'opera la nuova creatura ha addirittura dichiarato di avere assistito alla software demo più stupefacente cui abbia mai assistito. Personalmente, anche se non ho naturalmente ancora provato Bing, sono piuttosto scettico, perlomeno a breve termine: al di là di strategie ed efficacia, penso che ormai Google sia molto di più di un semplice motore che funziona. E' un brand, se vogliamo il simbolo stesso della rivoluzione che ha cambiato così tanto le nostre vite in così poco tempo. Se Bing vorrà provare a competere è questo il terreno di battaglia, e Microsoft dovrà fare molto di più che progettare un motore di ricerca che funzioni.

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Di Admin (del 29/05/2009 @ 12:52:28, in Approfondimenti, letto 1093 volte)

Il 18 maggio un articolo su Xinmin Zhoukan, settimanale cinese, riportava la storia di Wang Shui, un abitante della provincia di Henan finito in carcere per aver criticato su internet il governo locale. Queste poche righe hanno catturato la mia attenzione: sarà un luogo comune ma l’idea che qualcuno possa accedere ad internet in Cina criticando addirittura le istituzioni faceva a pugni con la mia immagine stereotipata della tigre asiatica. Ma è il prosieguo dell’articolo a risultare piuttosto soprendente: il professore Zhang Hebing, docente di legge e scienze politiche all’università di Pechino, asseriva tranquillamente che nel caso del signor Shui non si potesse parlare di diffamazione perché tale reato non può essere chiamato in causa nel caso delle istituzioni. Udite udite perfino in Cina pare sia legittimo criticare l’operato del governo (il buon professore si rifaceva direttamente all’articolo 41 della costituzione!). A conferma di ciò il giornale, definendo il web come il canale più democratico per esprimere il proprio parere, chiudeva l’articolo citando i casi di diversi enti pubblici che si sono organizzati per leggere e rispondere alle critiche online. W la democrazia. Confesso che non mi sarei mai aspettato di utilizzare un ‘casus belli’ cinese per parlare del crescente potere dei consumatori sul web, ma la notizia mi sembrava un cappello introduttivo ideale per chiarire un concetto: oggi l’opinione dei vostri clienti potrebbe contare di più delle vostre strategie pubblicitarie. Con il diffondersi di blog e siti dediti allo shopping comparison le opinioni dei navigatori orientano sempre di più gli acquisti: chi di voi andrebbe a passare un romantico San Valentino in un hotel criticato da precedenti visitatori per atmosfere da mensa aziendale? Proprio qualche mese fa ho ricevuto da un mio cliente, gestore di una struttura turistica, l’incarico di ritrovare eventuali commenti negativi messi in linea da parte di una coppia di clienti imbufalita perché, per San Valentino, si era ritrovata coinvolta in una sorta di rendez-vous di un nutrito gruppo organizzato di ospiti che, naturalmente, aveva irrimediabilmente compromesso le loro aspettative romantiche. I commenti negativi c’erano eccome e, francamente, non c’era molto che si potesse fare se non sperare che, nel tempo, i commenti positivi sull’hotel riequilibrassero le critiche impietose mosse dalla tremenda coppia. Il mio cliente deve comunque aver frainteso il riferimento ai commenti positivi, tanto che qualche giorno dopo i vari siti che ospitavano le recensioni hanno pubblicato diverse ulteriori recensioni che lodavano l’hotel, guarda caso tirando in ballo proprio gli stessi argomenti riportati nel primo intervento. Morale: i navigatori non sono stupidi e sanno riconoscere un commento vero da uno falso che, peraltro, potrebbe avere l’effetto di amplificare le recensioni negative. Anzi, pare che in realtà una certa quantità di commenti non propriamente generosi possa contribuire a dare un tocco di ‘realtà’ a pagine dedicate a prodotti e servizi: a tutti gli effetti i navigatori si fidano solo di scambi di opinioni credibili. Ecco perché le situazioni idilliache insospettiscono. Un consiglio? Se le recensioni delle vostre attività e dei vostri prodotti sono “troppo belle per essere vere”, preoccupatevi di ottenere magari qualche critica costruttiva. Ma soprattutto è inutile spendere migliaia di euro in attività promozionali quando poi i consumatori vi criticano apertamente: su internet le bugie hanno le gambe ancora più corte che nel mondo reale. Mettere i navigatori al centro delle vostre strategie sembra la cosa migliore da fare.

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Di Admin (del 28/05/2009 @ 17:55:56, in News, letto 931 volte)

Ci risiamo, ancora un giornale statunitense costretto alla chiusura dalla grande crisi che sta modificando drasticamente la scena editoriale mondiale. Questa volta è toccato al Tucson Citizen, quotidiano nato addirittura nel lontano 1871: il giornale era gravato di circa 10.000 dollari di perdite al giorno e la situazione si era fatta insostenibile, tanto da portare l'editore Gannett alla chiusura definitiva il 17 maggio scorso.

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Di Admin (del 26/05/2009 @ 18:21:40, in News, letto 1032 volte)
Al momento del suo insediamento, ormai quattro anni fa, il sovraintendente della Scala Stephane Lissner aveva detto di voler puntare su un target piuttosto insolito per un teatro lirico, gli 'under 30'. Negli anni si è così passati attraverso diversi 'esperimenti', culminati nell'apertura del 4 dicembre 2008 dedicata agli under 26. E' di questi giorni la notizia dell'apertura di un secondo sito dedicato al celeberrimo teatro milanese attraverso il quale sara' possibile accedere a una Community e acquistare il Pass o sottoscrivere un abbonamento Under 30. In tutte queste iniziative di avvicinamento dei giovani alla Scala, attraverso le quali viene fra l'altro sostenuto il Project Malawi, il teatro e' affiancato dal supporto di Intesa Sanpaolo
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Di Admin (del 06/05/2009 @ 10:37:07, in News, letto 1658 volte)

Siae

Per la serie meglio tardi che mai La Siae ha deciso di aprire alla diffusione della musica gratis su internet: sarà infatti istituito un apposito registro delle opere utilizzabili gratuitamente mediante la sola citazione degli autori.
Secondo Giorgio Assumma, presidente della Società Italiana degli autori ed editori, intervenuto ad un recente convegno palermitano su pirateria e web, “internet è un eccezionale strumento di circolazione delle opere e la Siae non vuole in alcun modo ostacolare la libera diffusione delle stesse”. Dovrebbe essere ogni singolo autore diposto a diffondere gratuitamente le proprie opere a dover dichiarare di volerle escludere dalla tutela Siae.

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Di Admin (del 04/05/2009 @ 19:48:19, in News, letto 1451 volte)

Dopo anni di impasse dettata dal monopolista Google, l'ora del risveglio sembra arrivato anche per il settore della ricerca: dopo il progetto Kumo sta per vedere la luce anche Wolfram Alpha, il nuovo progetto di Steven Wolfram che aspira a diventare il primo motore di ricerca computazionale. Per spiegare cosia sia il calcolo computazionale Wolfram ricorre ad un semplice esempio: se ci viene chiesto quale sia la distanza della Terra dalla Luna noi saremo in grado di rispondere con un dato numerico che rappresenta una media di diverse misurazioni. La distanza fra i due corpi spaziali, infatti, non è costante, modificandosi ogni minuto di una distanza pari ad un miglio. Se chiedeste a Wolfram Alpha quale sia la distanza fra la Terra e la Luna il motore sarà in grado di comunicarvi esattamente la distanza nel momento in cui viene effettuata la richiesta.
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Di Admin (del 04/05/2009 @ 19:12:24, in News, letto 1401 volte)
Il dominio di Google nel campo della ricerca è ormai totale, da tempo lo stesso brand del motore di Mountain View è diventato quasi un sinonimo di motore di ricerca e, quindi, avevamo ormai perso le speranze. Ma alla fine qualcosa sta accadendo, meglio tardi che mai: nei prossimi giorni vedrà ufficialmente la luce il nuovo progetto di Microsoft, Kumo. Kumo è, di fatto, il successore di Live search che, francamente, non aveva raggiunto grandi risultati in termini di diffusione e utilizzo. La casa di Redmond pare comunque avere l'intenzione di fare le cose seriamente, tanto da aver preparato una campagna pubblicitaria da 100 milioni di dollari per il lancio di Kumo, previsto per la fine di maggio o inizio giugno. L'obiettivo è naturalmente quello di conquistare per gradi fette di mercato, aumentando al contempo le revenues dal settore della ricerca. Naturalmente non appena avremo maggiori notizie vi aggiorneremo sull'evento!
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Di Admin (del 03/05/2009 @ 18:14:20, in News, letto 1531 volte)

Google sta testando nuove stringhe di ricerca: la notizia ha gettato nel panico diversi "webmarchettari". Il fatto è che in molti avevano configurato i propri software di web analysis sull'esistente, con il rischio che un eventuale modifica della stringa potesse determinare l'incapacità di discernere le parole chiave utilizzate dagli utenti per visitare i siti analizzati.
In realtà sembra proprio che la direzione sia esattamente quella contraria: la stringa, così come presentata sul blog ufficiale di Google e riportata qui sotto, sembra fornire molti più parametri che quella attuale.

VECCHIA STRINGA
http://www.google.com/search?hl=en&q=flowers&btnG=Google+Search

Nuova stringa
http://www.google.com/url?sa=t&source=web&ct=res&cd=7&url=http%3A%2F%2Fwww.example.com%2Fmypage.htm&ei=0SjdSa-1N5O8M_qW8dQN&rct=j&q=flowers&usg=AFQjCNHJXSUh7Vw7oubPaO3tZOzz-F-u_w&sig2=X8uCFh6IoPtnwmvGMULQfw

Si noterà innanzitutto come la presunta nuova stringa sia molto più lunga della precedente e utilizzi più parametri: il parametro source indica che, probabilmente, potremmo capire se la visita arriva dal web, da blogsearch, dalla ricerca di immagini e così via, mentre il parametro cd potrebbe informarci sulla posizione del nostro link nella serp che poi ha generato la visita.
Sembra comunque che la novità verrà introdotta in maniera graduale: per la serie "lo scopriremo solo vivendo".

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Di Admin (del 03/05/2009 @ 17:10:38, in Approfondimenti, letto 1368 volte)

Stando ad uno studio del Credite Suisse quest'anno i conti di Youtube volgeranno al rosso, profondo rosso. Secondo l'analisi la perdita prevista, che grava sulle spalle di Google, proprietario di Youtube, dovrebbe toccare i 470 milioni di dollari.
Per alcuni la notizia potrebbe risultare piuttosto sorprendente, se consideriamo la notorietà assoluta di cui gode la più famosa piattaforma di condivisione di video al mondo. Il fatto è che il costo per tenere in piedi la baracca, in termini di banda e gigabyte di archivi necessari, è esorbitante, e il traffico generato non è in grado di ripagarsi con le revenue pubblicitarie. Come scrive Farhad Manjoo su Slate la banda non cresce sugli alberi e i pubblicitari non hanno molta voglia di vedere le proprie creatività pubblicate a fianco di video di qualità scadente o di dubbio gusto.
Io porterei queste considerazioni alle estreme conseguenze: i pubblicitari non hanno voglia di investire i propri soldi in network privi di ogni controllo, con il rischio di vedere pubblicato il proprio costoso annuncio sulla pagina di un video in cui vengono mostrate le mutandine di qualche compiacente starlette di serie b.
Oggi la pubblicità non si accontenta più di essere ospitata all'interno di contenitori altri, ma aspira a diventare contenuto essa stessa, concedendo poi, grazie ad una specie di moderno mecenatismo, spazio a contenuti compiacenti che non oscurino il brand o il prodotto reclamizzato. Non viviamo forse nel mondo in cui il prodotto tal dei tali ci presenta le previsioni del tempo in tv, o in cui le squadre di basket o i palazzetti dello sport cambiano il nome ogni anno a seconda dello sponsor che scuce i soldi?

Manjoo ci ricorda inoltre come la crisi di Youtube sia sorprendentemente simile a quella dei giornali: costi troppo elevati a fronte di incassi pubblicitari esigui. Ma la soluzione, la panacea per tutti i mali, non era la Rete?
Naturalmente non sono a conoscenza delle situazioni economiche delle aziende che stanno dietro ai grandi social network che impazzano sempre più, ma a rigor di logica mi chiedo allora perchè Facebook non debba prima o poi incontrare le stesse problematiche: chi pagherà i costi sempre più esorbitanti per garantire che opinioni qualunque e contenuti privi di qualità possano restare in linea?

E' indubbiamente vero, Facebook e Youtube hanno cambiato il mondo, ma saranno abbastanza forti da essere in grado di passare dallo stato di 'next big thing' alla maturità? O scompariranno sotto i colpi dell'ennesimo sito rivoluzionario?

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Di Admin (del 03/05/2009 @ 16:47:53, in Motori di ricerca, letto 1630 volte)
Che il dominio di Google fra i motori di ricerca più utilizzati fosse assoluto lo si sapeva, ma i dati che arrivano dagli States dimostrano come la crescita della creatura di Mountain View prosegua senza intoppi. A marzo, dei 14,3 miliardi di ricerche effettuate dai navigatori americani, il 63,7% ha utilizzato Google, con una crescita dello 0,2% rispetto al mese precedente. Yahoo si attesta al 20,5% mentre Msn passa all'8,3%. Gli altri attori, in primis Ask.com e Aol, si dividono le briciole.
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