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Puoi dirmi per favore quale strada dovrei prendere? Chiese Alice. Dipende da dove vuoi andare, rispose il gatto. Non lo so, rispose Alice. Allora non importa quale strada prendi...

Lewis Carroll - Alice nel paese delle meraviglie
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Admin (del 29/09/2009 @ 09:57:31, in News, letto 356 volte)

Si è già discusso in passato del potere dei consumatori sul web, a partire dai tanti spazi aperti a recensioni di prodotti e servizi vari. La prassi di commentare ciò che si prova e si acquista ha preso talmente campo che le aziende, almeno quelle più grandi, hanno cominciato a destinare parte del proprio budget pubblicitario a servizi di 'brand protection', sorta di analisi delle opinioni degli utenti su prodotti e marchi. Perchè i consumatori tendono a partecipare sempre di più su community e siti web dedicati alle recensioni? Da un lato risultare esperti in qualche campo garantisce un certo 'prestigio' con relativa realizzazione personale, dall'altro condividere degli interessi crea quel senso di comunità e di appartenenza che nella società moderna è merce sempre più rara. Dall'altro lato gestire una community di buon livello è una delle chiavi del successo dei siti web più disparati: costruire una casa confortevole per i propri utenti è quindi l'obiettivo di molti. Eccoci quindi a parlare del nuovo servizio made in Mountain View: Sidewiki, "una barra laterale del browser che ti consente di visualizzare, aggiungere e condividere commenti accanto a qualsiasi pagina presente sul Web. È disponibile come funzione di Google Toolbar". Con Sidewiki quindi non sarà più necessario utilizzare siti che fungano da raccoglitori per i commenti dei prodotti e dei siti più disparati, ma basterà iscriversi al servizio per poter inserire commenti direttamente sulle pagine del sito web. Quali, quindi, i prossimi scenari per questo servizio? Ipotizziamo che molti webmaster cominceranno ad autoincensare i propri siti, diventando così 'Sidewikier' a certificazione garantita in quanto, per permettere ai propri commenti di avere maggiore visibilità rispetto agli altri, il sistema deve riconoscere l'utilità degli stessi (ergo inserite tanti commenti utili prima di autoincensarvi). A questo punto entreranno in gioco anche le aziende, con l'intenzione di proteggere e promuovere il proprio brand. Su tutto, come sempre, aleggia l'ombra dell'onnipresente spam...

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Di Admin (del 13/09/2009 @ 11:06:15, in News, letto 535 volte)

Twitter apre alla pubblicità
Twitter apre alla pubblicità, ma l'evento, lungi dall'essere una mera scelta filosofica, appare come la soluzione estrema per un problema piuttosto serio: nonostante un successo planetario Twitter non genera profitti, il modello di business non sta in piedi. Ecco quindi l'apertura all'advertising che comporterà l'apparizione di banner e annunci tra le pagine del sito, con buona pace dei puristi.

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Di Admin (del 13/09/2009 @ 09:50:33, in Approfondimenti, letto 463 volte)

Google news a pagamento

 

Ritorna di attualità l'eterna diatriba sulla gratuità dei contenuti online, in particolare del servizio Google news. Google, attaccato pesantemente dalle assoziazioni di editori, sta studiando un sistema di micropagamenti che permetta agli utenti di continuare, con investimenti limitati, ad usufruire del servizio, garantendo nello stesso tempo delle revenues anche a giornali ed editori autori dei testi. Le questioni aperte sono tuttavia molte: abituati alla gratuità del servizio, quale sarà la reazione degli utenti? Perchè far pagare per articoli che sui rispettivi siti sono a libera fruizione? Google news, di fatto, non è che un aggregatore di notizie già liberamente fruibili altrove: il modello gratuito è utilizzabile se il lettore arriva direttamente sul sito del giornale, ma diviene rapidamente indigesto se si passa attraverso Google news?

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Di Admin (del 13/09/2009 @ 09:12:39, in News, letto 572 volte)

Facebook versione lite



Il 2010 è ormai alle porte, ma Facebook deve fare ancora i conti con le ristrettezze della banda. Persino in alcune zone rurali degli States, non solo nei paesi in via di sviluppo, il social network costringeva gli utenti a lunghe attese prima che il proprio profilo si caricasse completamente. Per questo, in India e proprio negli Stati Uniti, è stata varata una versione lite che elimina applicazioni terze e box vari, mantenendo invece il vero e proprio cuore dell'applicazione. Entro breve, secondo quanto dichiarato dai vertici dell'azienda, le novità saranno estese a tutti gli altri paesi.

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Di Admin (del 13/09/2009 @ 08:09:02, in News, letto 429 volte)
Da un po' di tempo ormai siamo abitutati a leggere che, periodicamente, un nuovo motore di ricerca si affaccia all'orizzonte, mettendo in discussione la monarchia assoluta di Google e promettendo di cambiare il modo con cui tutti facciamo ricerca online. Stavolta è il turno di Sapir, nuova creatura targata IBM e realizzata con la partecipazione di un consorzio dell'Unione Europea. Si narra che il nuovo soggetto sarà in grado di scandagliare la rete analizzando anche forme, colori e suoni, liberandosi finalmente dalla schiavitù googleiana per il testo, che inibisce i voli pindarici di tanti webmaster frustrati. Allo stato attuale risulta piuttosto inutile elencarvi le mirabilie che promette il neonato, non essendoci molte altre informazioni in merito, ma le dimostrazioni ad oggi disponibili mostrano il nostro alle prese con ricerche e comparazioni di immagini. Pare che, attraverso l'utilizzo di alcuni descrittori associati ad ogni immagine, Sapir sarà in grado di comparare immagini differenti tra loro, raggruppandole per caratteristiche comuni. Sapir utilizza il peer to peer: non esisterebbero quindi server e datacenter. Se sono rose...
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Di Admin (del 31/05/2009 @ 08:45:14, in Motori di ricerca, letto 745 volte)

Nuovo motore di ricerca Microsoft
La storia del nuovo motore di ricerca targato Microsoft, progettato con l'obiettivo di intaccare la monarchia assoluta di Google nel settore, va avanti da parecchio ed è passata attraverso bufale e fallimenti, ultimo quello relativo a Live search. Ma stavolta, dopo le solite incertezze (Kumo?), ci siamo: da domani negli States sarà possibile utilizzare il nuovo search engine, Bing, realizzato a Redmond. Nei giorni successivi sarà la volta delle differenti versioni nazionali. La notizia ha prodotto una serie di reazioni di segno opposto: c'è chi appare molto scettico, chi inizia a criticare l'operazione partendo già dal nome scelto (in Cina pare ricordare molto da vicino il termine 'malattia') e chi invece, dopo aver assistito a qualche demo, si dichiara entusiasta. É il caso di Steve Wozniak, cofondatore di Apple, che dopo aver visto all'opera la nuova creatura ha addirittura dichiarato di avere assistito alla software demo più stupefacente cui abbia mai assistito. Personalmente, anche se non ho naturalmente ancora provato Bing, sono piuttosto scettico, perlomeno a breve termine: al di là di strategie ed efficacia, penso che ormai Google sia molto di più di un semplice motore che funziona. E' un brand, se vogliamo il simbolo stesso della rivoluzione che ha cambiato così tanto le nostre vite in così poco tempo. Se Bing vorrà provare a competere è questo il terreno di battaglia, e Microsoft dovrà fare molto di più che progettare un motore di ricerca che funzioni.

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Di Admin (del 29/05/2009 @ 12:52:28, in Approfondimenti, letto 677 volte)

Il 18 maggio un articolo su Xinmin Zhoukan, settimanale cinese, riportava la storia di Wang Shui, un abitante della provincia di Henan finito in carcere per aver criticato su internet il governo locale. Queste poche righe hanno catturato la mia attenzione: sarà un luogo comune ma l’idea che qualcuno possa accedere ad internet in Cina criticando addirittura le istituzioni faceva a pugni con la mia immagine stereotipata della tigre asiatica. Ma è il prosieguo dell’articolo a risultare piuttosto soprendente: il professore Zhang Hebing, docente di legge e scienze politiche all’università di Pechino, asseriva tranquillamente che nel caso del signor Shui non si potesse parlare di diffamazione perché tale reato non può essere chiamato in causa nel caso delle istituzioni. Udite udite perfino in Cina pare sia legittimo criticare l’operato del governo (il buon professore si rifaceva direttamente all’articolo 41 della costituzione!). A conferma di ciò il giornale, definendo il web come il canale più democratico per esprimere il proprio parere, chiudeva l’articolo citando i casi di diversi enti pubblici che si sono organizzati per leggere e rispondere alle critiche online. W la democrazia. Confesso che non mi sarei mai aspettato di utilizzare un ‘casus belli’ cinese per parlare del crescente potere dei consumatori sul web, ma la notizia mi sembrava un cappello introduttivo ideale per chiarire un concetto: oggi l’opinione dei vostri clienti potrebbe contare di più delle vostre strategie pubblicitarie. Con il diffondersi di blog e siti dediti allo shopping comparison le opinioni dei navigatori orientano sempre di più gli acquisti: chi di voi andrebbe a passare un romantico San Valentino in un hotel criticato da precedenti visitatori per atmosfere da mensa aziendale? Proprio qualche mese fa ho ricevuto da un mio cliente, gestore di una struttura turistica, l’incarico di ritrovare eventuali commenti negativi messi in linea da parte di una coppia di clienti imbufalita perché, per San Valentino, si era ritrovata coinvolta in una sorta di rendez-vous di un nutrito gruppo organizzato di ospiti che, naturalmente, aveva irrimediabilmente compromesso le loro aspettative romantiche. I commenti negativi c’erano eccome e, francamente, non c’era molto che si potesse fare se non sperare che, nel tempo, i commenti positivi sull’hotel riequilibrassero le critiche impietose mosse dalla tremenda coppia. Il mio cliente deve comunque aver frainteso il riferimento ai commenti positivi, tanto che qualche giorno dopo i vari siti che ospitavano le recensioni hanno pubblicato diverse ulteriori recensioni che lodavano l’hotel, guarda caso tirando in ballo proprio gli stessi argomenti riportati nel primo intervento. Morale: i navigatori non sono stupidi e sanno riconoscere un commento vero da uno falso che, peraltro, potrebbe avere l’effetto di amplificare le recensioni negative. Anzi, pare che in realtà una certa quantità di commenti non propriamente generosi possa contribuire a dare un tocco di ‘realtà’ a pagine dedicate a prodotti e servizi: a tutti gli effetti i navigatori si fidano solo di scambi di opinioni credibili. Ecco perché le situazioni idilliache insospettiscono. Un consiglio? Se le recensioni delle vostre attività e dei vostri prodotti sono “troppo belle per essere vere”, preoccupatevi di ottenere magari qualche critica costruttiva. Ma soprattutto è inutile spendere migliaia di euro in attività promozionali quando poi i consumatori vi criticano apertamente: su internet le bugie hanno le gambe ancora più corte che nel mondo reale. Mettere i navigatori al centro delle vostre strategie sembra la cosa migliore da fare.

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Di Admin (del 28/05/2009 @ 17:55:56, in News, letto 589 volte)

Ci risiamo, ancora un giornale statunitense costretto alla chiusura dalla grande crisi che sta modificando drasticamente la scena editoriale mondiale. Questa volta è toccato al Tucson Citizen, quotidiano nato addirittura nel lontano 1871: il giornale era gravato di circa 10.000 dollari di perdite al giorno e la situazione si era fatta insostenibile, tanto da portare l'editore Gannett alla chiusura definitiva il 17 maggio scorso.

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Di Admin (del 26/05/2009 @ 18:21:40, in News, letto 688 volte)
Al momento del suo insediamento, ormai quattro anni fa, il sovraintendente della Scala Stephane Lissner aveva detto di voler puntare su un target piuttosto insolito per un teatro lirico, gli 'under 30'. Negli anni si è così passati attraverso diversi 'esperimenti', culminati nell'apertura del 4 dicembre 2008 dedicata agli under 26. E' di questi giorni la notizia dell'apertura di un secondo sito dedicato al celeberrimo teatro milanese attraverso il quale sara' possibile accedere a una Community e acquistare il Pass o sottoscrivere un abbonamento Under 30. In tutte queste iniziative di avvicinamento dei giovani alla Scala, attraverso le quali viene fra l'altro sostenuto il Project Malawi, il teatro e' affiancato dal supporto di Intesa Sanpaolo
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Di Admin (del 06/05/2009 @ 10:37:07, in News, letto 1074 volte)

Siae

Per la serie meglio tardi che mai La Siae ha deciso di aprire alla diffusione della musica gratis su internet: sarà infatti istituito un apposito registro delle opere utilizzabili gratuitamente mediante la sola citazione degli autori.
Secondo Giorgio Assumma, presidente della Società Italiana degli autori ed editori, intervenuto ad un recente convegno palermitano su pirateria e web, “internet è un eccezionale strumento di circolazione delle opere e la Siae non vuole in alcun modo ostacolare la libera diffusione delle stesse”. Dovrebbe essere ogni singolo autore diposto a diffondere gratuitamente le proprie opere a dover dichiarare di volerle escludere dalla tutela Siae.

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