"
Puoi dirmi per favore quale strada dovrei prendere? Chiese Alice. Dipende da dove vuoi andare, rispose il gatto. Non lo so, rispose Alice. Allora non importa quale strada prendi...

Lewis Carroll - Alice nel paese delle meraviglie
"
 
Youtube in crisi, la fine di un modello?
Di Admin (del 03/05/2009 @ 17:10:38, in Approfondimenti, letto 1365 volte)

Stando ad uno studio del Credite Suisse quest'anno i conti di Youtube volgeranno al rosso, profondo rosso. Secondo l'analisi la perdita prevista, che grava sulle spalle di Google, proprietario di Youtube, dovrebbe toccare i 470 milioni di dollari.
Per alcuni la notizia potrebbe risultare piuttosto sorprendente, se consideriamo la notorietà assoluta di cui gode la più famosa piattaforma di condivisione di video al mondo. Il fatto è che il costo per tenere in piedi la baracca, in termini di banda e gigabyte di archivi necessari, è esorbitante, e il traffico generato non è in grado di ripagarsi con le revenue pubblicitarie. Come scrive Farhad Manjoo su Slate la banda non cresce sugli alberi e i pubblicitari non hanno molta voglia di vedere le proprie creatività pubblicate a fianco di video di qualità scadente o di dubbio gusto.
Io porterei queste considerazioni alle estreme conseguenze: i pubblicitari non hanno voglia di investire i propri soldi in network privi di ogni controllo, con il rischio di vedere pubblicato il proprio costoso annuncio sulla pagina di un video in cui vengono mostrate le mutandine di qualche compiacente starlette di serie b.
Oggi la pubblicità non si accontenta più di essere ospitata all'interno di contenitori altri, ma aspira a diventare contenuto essa stessa, concedendo poi, grazie ad una specie di moderno mecenatismo, spazio a contenuti compiacenti che non oscurino il brand o il prodotto reclamizzato. Non viviamo forse nel mondo in cui il prodotto tal dei tali ci presenta le previsioni del tempo in tv, o in cui le squadre di basket o i palazzetti dello sport cambiano il nome ogni anno a seconda dello sponsor che scuce i soldi?

Manjoo ci ricorda inoltre come la crisi di Youtube sia sorprendentemente simile a quella dei giornali: costi troppo elevati a fronte di incassi pubblicitari esigui. Ma la soluzione, la panacea per tutti i mali, non era la Rete?
Naturalmente non sono a conoscenza delle situazioni economiche delle aziende che stanno dietro ai grandi social network che impazzano sempre più, ma a rigor di logica mi chiedo allora perchè Facebook non debba prima o poi incontrare le stesse problematiche: chi pagherà i costi sempre più esorbitanti per garantire che opinioni qualunque e contenuti privi di qualità possano restare in linea?

E' indubbiamente vero, Facebook e Youtube hanno cambiato il mondo, ma saranno abbastanza forti da essere in grado di passare dallo stato di 'next big thing' alla maturità? O scompariranno sotto i colpi dell'ennesimo sito rivoluzionario?

Articolo Articolo  Storico Storico Stampa Stampa
 
Nessun commento trovato.

Testo (max 1000 caratteri)
Nome
Inserisci il numero che vedi

Ricarica - Ascolta


e-Mail / Link


Disclaimer
L'indirizzo IP del mittente viene registrato, in ogni caso si raccomanda la buona educazione.
 
Ci sono 3 persone collegate

Cerca per parola chiave
 


Titolo
Ti piace la menta?

 Da morire!
 Non molto
 Per niente
 Preferisco il tamarindo




07/09/2010 @ 16.56.57
script eseguito in 31 ms