Cos’è e come si fa un piano editoriale

Si sente sempre più spesso, in contesti eterogenei, parlare di piano editoriale, un elemento che, nel mondo della carta stampata, dovrebbe suonare piuttosto familiare. In origine infatti, nel mondo pre-internet, il piano editoriale era la programmazione annuale di una casa editrice, comprendente titoli da pubblicare e una stima economica delle attività correlate. Il concetto, trasferito sul web nell’anno del Signore 2017, suole indicare una strategia che consenta, a chi ne ha il compito, di scrivere contenuti aggiornati da pubblicare sui differenti canali di comunicazione aziendale: sito web, profili social e tutto quello che rientri nella “comunicazione web”. In definitiva, se il piano editoriale diviene sinonimo di strategia di comunicazione, potremmo arrivare a pensare che ogni media possa avere il suo, che il piano editoriale per il blog aziendale, possa essere diverso da quello per Facebook, e così via.  Senza complicarci la vita così tanto, proviamo a mettere nero su bianco delle linee guida che possano assistervi nella realizzazione di un piano editoriale personalizzato: tralasceremo volontariamente aspetti economici e di gestione delle risorse umane legate ad un piano editoriale (se volete potrete aggiungerli voi), per limitarci alla redazione di contenuti.

UN PIANO EDITORIALE PERMETTE DI PIANIFICARE IL LAVORO E COSTITUISCE LA STELLA POLARE DI CHIUNQUE SI AVVENTURI NEL MARE MAGNUM DEL CONTENT MARKETING OGGI

1) Individua il tuo target: se non sai chi stai cercando, non saprai dove cercarlo (passaggio molto Lewis Carrol in Alice nel paese delle meraviglie…). Individua i dati che ti interessano quali età, sesso, interessi, occupazione..
2) Quali tipi di contenuto proporrai ai tuoi lettori? Reportage, articoli originali, gallerie fotografiche, news, repost, strumenti online, tutorial…
3) Come reperirete i contenuti e chi se ne occuperà
4) Il calendario delle pubblicazioni: preparate un semplice documento Excel in cui ogni foglio sarà un mese dell’anno e ogni riga un giorno. Ogni colonna corrisponderà ad uno dei canali utilizzati per la vostra comunicazione: sito, Pagina Facebook, Profilo Twitter, Instagram… In ogni cella definirete tipologia e argomento del contenuto da realizzare
Riporto come esempio l’estratto di una programmazione settimanale per ernyaldisko.com, sito (e relativi profili social) dedicato alla musica vintage e alle fiere del vinile.

Naturalmente non tutti i contenuti possono essere previsti in anticipo: abituatevi a suddividere gli argomenti in 3 categorie, gli eventi previsti (nel caso di cui sopra le fiere del disco in cartellone ad esempio), gli eventi prevedibili (per ernyaldisko le news del giorno), gli eventi imprevedibili. Per gli ultimi vale la regola dell’improvvisazione al momento della stesura dei contenuti (nel caso dell’improvvisa morte di David Bowie, ad esempio, sono stati pubblicati differenti tipi di contenuti non previsti nel piano).

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