Categories

Sfruttare le potenzialità di Twitter

Con più di un bilione di tweet per settimana, Twitter è ormai diventato uno dei più utilizzati luoghi virtuali deputati alla condivisione di pensieri, propositi, news. Aziende, politici, giornalisti, vip e persone comuni utilizzano Twitter per incontrare le proprie community di riferimento e raggiungere i propri scopi. Che siate degli esperti o dei novizi ci sono alcune regole da seguire per migliorare i risultati della vostra presenza su questa piattaforma di microblog: eccone cinque.

1) Siate ‘visuali’: quando si è a corto di parole, utilizzare immagini o video consente di essere efficaci coinvolgendo i propri follower ad un livello differente. Le immagini possono dire cose differenti e ad un differente livello di immediatezza su di voi e sulle vostre attività

2) Siate ‘fisici’: se lo scopo di Twitter è quello di connettere le persone, quale cosa migliore dell’informare i vostri follower sui vostri spostamenti e delle vostre attività offrendo magari a qualcuno l’occasione di incontrarvi?

3) Siate personali: permettete a chi vi segue di scoprire la passione che sta dietro alle vostre attività, offrite l’occasione di ‘dare un’occhiata’ a ciò che sta dietro le quinte.

4) Siate ‘aperti’: uno dei modi migliori per coinvolgere realmente una community su Twitter è l’utilizzo del retweet, della citazione o della risposta al tweet di un follower.

5) Siate preziosi: gli utenti di Twitter mirano ad ottenere valore in cambio della loro fedele attività di seguaci dei vostri tweet: fornire loro questo valore è il miglior modo per far funzionare le cose. Che siano offerte speciali, concorsi o informazioni esclusive il valore è tutto.

Abbonarsi al New York Times

Da anni gli esperti ammoniscono lettori ed editori sull’imminente morte dei quotidiani così come li abbiamo sempre intesi: un rassicurante insieme di pagine da sfogliare a casa o sul lavoro, a colazione o durante la pausa pranzo. Oggi però quegli stessi esperti iniziano a correggere il tiro: le edizioni cartacee non scompariranno, ma non saranno più il principale o l’unico canale di diffusione. L’online è sempre più protagonista nelle scelte di tutti gli editori, con posizioni e strategie molto diverse fra loro.
Si va da chi crede fermamente nella gratuità dei contenuti, posizione che trova nel Regno Unito la terra d’elezione, come nel caso di Guardian e Mail online (con l’eccezione del Times che dopo aver reso a pagamento tutti i conenuti del proprio sito ha visto il crollo dei visitatori passati da 3 milioni di utenti unici a 55mila abbonati!), a soluzioni ibride come quelle del nostro Sole24ore che propone alcuni contenuti gratis e altri a pagamento.
Sembra questa la scelta del New York Times che da domani concederà ai propri visitatori un massimo di 20 accessi gratuiti per ogni mese, accessi oltre i quali i navigatori saranno posti di fronte ad un dilemma: abbandonare il sito o abbonarsi secondo diverse modalità (con costi a partire dai 15 dollari mensili).
Francamente non so quali saranno gli sviluppi del canale ‘web’ per i quotidiani di tutto il mondo, ma sono fermamente convinto che siamo di fronte a enormi cambiamenti riguardanti il modo in cui ci informiamo su quanto ci interessa o su ciò che semplicemente ci capita tra capo e collo: sono tante le fonti informative gratuite (tv, free press, siti vari, radio) ma se ho bisogno di approfondimenti di qualità sono disposto a pagare per averli.